Svezzamento: le tappe fondamentali

Svezzamento: le tappe fondamentali

Svezzamento: le tappe fondamentali

Microba tra poco compie un anno e ormai lo svezzamento è quasi concluso. Devo dire che è di buona forchetta e soprattutto molto curiosa di assaggiare tutto quello che mangiamo noi. Ma non sempre proprio tutto le è consentito.

In merito allo svezzamento e all’introduzione mese per mese dei vari alimenti ci sono, come sempre teorie contrastanti. Senza essere troppo rigidi, ma senza neppure dare il via allo svezzamento libero, tenterò di dare qualche informazione anche spiegando come mi sono comportata io con i miei bambini.

Svezzamento: le tappe fondamentali

  • L’età giusta per cominciare: l’Oms raccomanda di non cominciare lo svezzamento prima del 6° mese compiuto del bambino e questo a maggior ragione se il bimbo è allattato esclusivamente al seno. Il latte materno è un nutrimento completo fino a quell’ età e il piccolo non necessita d’altro. Se il bimbo assume latte artificiale si può invece cominciare ad introdurre altri alimenti al 4° mese compiuto. È sconsigliabile farlo prima perché l’apparato digerente è impreparato a digerire cibi diversi dal latte. Inoltre un’assunzione precoce potrebbe scatenare allergie. Non meno importante la difficoltà del neonato a coordinare movimenti di bocca e lingua, indispensabili per la deglutizione
  • Parola d’ordine gradualità: indipendentemente dal mese di inizio dello svezzamento, i nuovi cibi devono essere sempre introdotti gradualmente in piccole dosi e lasciando un intervallo sufficiente prima di introdurre qualcos’altro
  • L’uso del cucchiaino: non infilare il cucchiaino pieno di pappa in fondo alla bocca, ma neppure limitarsi ad appoggiarlo sulla punta della lingua. Il modo corretto è di inserirlo delicatamente fra le labbra lasciando che assuma solo la pappa in giusta quantità per deglutirlo senza problemi
  • Come sospettare un’allergia? Se il bimbo vomita, ha diarrea quasi immediatamente dopo essersi alimentato, ha reazioni cutanee tipo orticaria su tutto il corpo, potrebbe trattarsi di un’allergia
  • Cosa fare se il bambino rifiuta il cibo? Se serra la bocca o fa delle smorfie di disgusto, è bene non insistere, piuttosto ritentare dopo qualche giorno. Assolutamente non bisogna aggiungere sale, zucchero o miele per alterarne il sapore. Nei primi tempi la parola d’ordine è assecondare il bambino sia per quanto riguarda ritmi e quantità, sia nell’accontentarlo nell’eventuale richiesta di latte dopo il pasto.