Allattamento al seno: la mia esperienza

Allattamento al seno: la mia esperienza

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Questo post partecipa all’iniziativa  #Ioallatto alla luce del sole 2014 – Come partecipare
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Sono una fan dell’allattamento al seno, ne ho sempre parlato nei miei post, l’ho consigliato alle neo-mamme e talora incoraggiate. Ma…. C’è un ma: non ho mai nascosto le difficoltà, non ho mai sciorinato tipo corona di rosario le gioie, solo le gioie. Ho cercato di dire quello che spesso viene omesso e che diventa poi causa di tanta disperazione o di abbandoni. Perché se lo conosci…non lo eviti.

Supernano nacque un giovedì notte. Era un bel bambino di 3330 kg. Un bel bambino molto affamato. Domenica mattina, alla dimissione senza dirmi nulla in particolare, anzi senza dirmi proprio nulla, mi prescrissero il latte artificiale. E così cominciò il mio calvario. Avevo in mano un pezzo di carta con un prodotto ma non sapevo né perché dovessi darlo a mio figlio né tanto meno il modo e la quantità. E l’essere medico non era certo di aiuto. Sono pneumologa ma soprattutto allora ero solo una mamma confusa. La  mia superamicapediatra (SAP), prontamente contattata, stava facendo la tesi di dottorato proprio sull’ allattamento materno mi disse “ma no, lo scrivono a tutti (????), aspetta la montata lattea e tutto si risolve”. E così fu. Ma supernano dopo i primi giorni di quasi calma continuava a piangere. Le ipotesi si sprecavano: otite? Infezione delle vie urinarie? Coliche? Chiamai ancora una volta SAP  che mi consigliò la cosa più banale: la doppia pesata. Supernano piangeva per la fame. “o lo attacchi al seno ogni volta che piange o gli dai un po’ di latte artificiale”.


Mi risuonavano ancora nella mente le parole minacciose delle ostetriche al corso preparto “tutte le donne possono allattare! In Africa lo fanno fino a 5 anni”(e non è una leggenda metropolitana, dissero proprio così); ma nonostante quella che mi sembrava una sconfitta, non riuscivo ad accettarmi ogni 5 minuti con “la tetta fuori”. Mi rassegnai al biberon. Ma fui anche molto costante nel continuare con il seno. Prima uno e poi l’altro regolandomi di volta in volta per le quantità. Questa scelta mi costò le ire della pediatra del consultorio che sosteneva che il bambino cresceva troppo e non avesse bisogno della giunta; guadagnai però in tranquillità e sonno. Rimase una sorta di soffocata malinconia, forse un minimo senso di colpa, ma pur amando mio figlio con tutta me stessa non ero pronta ad essere al suo completo servizio.
In tutto questo tralascio ovviamente la descrizione di ragadi e mastite; ma una cosa è fondamentale e forse banale ma che allora nessuno mi disse: a parte attaccare il bambino al seno, è prioritario bere. 2-3-4 litri. Fondamentale per chi come la sottoscritta aveva la tendenza ad avere poco latte ma anche una vita che continuava ad essere carente di riposo.
E così con microba pensavo di sapere tutto. Pensavo, appunto. Mi preparai in anticipo con i liquidi: acqua, succhi, frullati, the, arrivai ai 6 l al giorno; cercai i prodotti omeopatici, che non si sa mai, e mi armai di tiralatte perché la povera microba mi ebbe esclusivamente per sé solo 2 settimane.
Funzionò! Microba mangiava e dormiva; dormiva e mangiava ad intervalli quasi regolari di 3-4 ore. Ma alla bilancia non andava bene.
E questa volta furono le ostetriche del consultorio a propormi il latte artificiale.
Questa volta fui io a dire di no. Microba stava bene. Bene per lei. Non si può pensare di somministrare quantità in più ad una bimba che dopo un quarto d’ora x lato di “ciucciata” si addormenta per le successive 3 ore. E la conferma la ebbi con lo svezzamento. Mangiava il suo giusto “poco” per rimanere sempre nel suo trend di crescita. Da qui il suo soprannome. Solo da qualche mese, forse con complicità di qualche schifezza, microba è passata di percentile. Ho esultato.
È chiaro che ogni bambino è diverso da un altro, anche dal fratello o sorella, la stessa mamma vive esperienze diverse anche a causa di situazioni diverse e allattare è bello e comodo nella misura in cui è bello e comodo per la mamma. Non è un invito ad arenarsi o a farsi degli alibi. E’ un dato di fatto.
Sono convinta che il latte materno sia l’alimento migliore per i nostri piccoli per diversi mesi nonostante allattare sia difficile, pesante, talora frustante, ma una volta avviato…bè  allora può diventare difficile smettere. Per una sorta di combinazione ho allattato entrambi i miei figli fino al compimento del 19° mese. Entrambi smisero spontaneamente a quell’età. Supernano mi disse “ce n’è pù”; microba ridendo si è staccata e da allora non ha più voluto il seno. Stavano diventando grandi….

PS: andando alla pagina http://genitorichannel.it/allattamento/foto-allattamento-mamme-kenya.html solo caricando una foto di allattamento sulla gallery le mamme possono aiutare altre mamme e i loro bimbi africani