Quando tempo fa scrissi un post sull’igiene del bambino, parlai anche dell’uso delle salviettine detergenti che andrebbe però limitato al cambio del bebè fuori casa; in realtà il consumo di questo prodotto fra i neonati, ma non solo, dimostra che non è così.
Basti pensare che spesso anche nelle scuole dell’infanzia oltre alla richiesta di carta igienica e fazzoletti di carta si aggiunge quello delle salviettine detergenti. E con l’aumentato uso di tali prodotti si sta verificando anche un crescente numero di disturbi alla pelle che vanno dalle dermatiti fino a secrezione di liquido biancastro che spesso indica un infezione di carattere batterico.
Sul Medical Journal of Australia è stata pubblicata una ricerca dove si evidenzia che un ingrediente usato nella maggior parte delle salviette è la causa più comune di dermatiti.
Il conservante detto metilisotiazolinone, o MI, si è rivelato la causa dell’11,3% delle reazioni cutanee in 353 pazienti visitati in due cliniche campione, lo scorso anno. Le eruzioni cutanee compaiono non solo sulle mani ma anche in altre parti del corpo, perché il MI è impiegato anche in molte formulazioni cosmetiche come crema solare, deodoranti, shampoo, bagnoschiuma e saponi.
La reazione allergica può essere causata da concentrazioni troppo alte o perché l’ingrediente rimane sulla pelle troppo a lungo, o perché la pelle è danneggiata e la sostanza supera la barriera epidermica.
Una volta riscontrate le alterazioni cutanee, è indispensabile controllare gli ingredienti e sostituire, o meglio evitare l’uso delle salviette detergenti.
Detto questo ribadisco che l’uso di salviette detergenti deve essere riservato solo ai casi di emergenza e che è estremamente importante lavare le mani prima e dopo l’operazione di pulizia del neonato.





