
La tosse è una delle principali cause di ricorso alle cure del pediatra e spesso ne mette a dura prova l’abilità per capirne le cause e identificarne i rimedi. La tosse è un importante meccanismo di difesa che ha la funzione di espellere i corpi estranei inalati e rimuovere le secrezioni prodotte in eccesso nelle vie respiratorie.
E’ stato calcolato che in un bambino sano sono fisiologici dai 10 ai 34 colpi di tosse in 24 ore. Considerando che in un bambino sano sono possibili 5-8 infezioni respiratorie all’anno e che ogni infezione è associata a 7-9 giorni di tosse, sono possibili 35-72 giorni di tosse all’anno nel bambino.
Se la tosse è associata ad altri sintomi si può parlare di patologia respiratoria o sistemica. Ad esempio in caso di tosse associata a “wheezing”, il classico “fischietto”, la tosse potrebbe essere espressione di malattia asmatica.
Se tosse, dispnea (difficoltà respiratorie), wheezing e febbricola si manifestano nei primi 2 anni di vita è probabile che sia sintomo di bronchiolite.
E’ possibile classificare la tosse in base alla durata: acuta che dura meno di 3 settimane, la cui causa principale sono le infezioni respiratorie virali; subacuta da 3 a 8 settimane; cronica che dura più di 8 settimane
In un neonato la causa più frequente di tosse è il raffreddore: il piccolo non è in grado di espellere il muco che scola nel retro faringe dove innesca il riflesso della tosse che mira a rimuoverlo. E’ presente in posizione supina e si calma una volta liberato il nasino dal muco.
Nel neonato l’infiammazione della mucosa del naso spesso coinvolge anche l’orecchio e la faringe. Mentre quando si infiammano le corde vocali il tono della tosse diventa metallico e si parla di laringite . In questo caso è necessario intervenire con un antinfiammatorio o un corticosteroide, sia in aerosol che per bocca (sempre e solo su prescrizione medica!), per evitare che il gonfiore delle corde vocali possa compromettere una adeguata respirazione.
Spesso la tosse è secca per irritazione delle mucose ed è sufficiente umidificare l’ambiente.
Un esordio di tosse in epoca neonatale non deve essere sottovalutato perché può nascondere una patologia congenita , una discinesia ciliare o un’infezione da citomegalovirus o chlamidia acquisita in utero o durante il periodo neonatale
Cosa fare in caso di tosse:
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eliminare gli irritanti ambientali, come il fumo di sigaretta
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umidificare l’ambiente (mediante gli appositi umidificatori o con asciugamano bagnati posti sui termosifoni; evitare l’utilizzo di sostanze balsamiche, che possono irritare i bronchi e peggiorare il quadro clinico)
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far bere al bambino molti liquidi (acqua, thé, limonata), in piccole quantità, ma frequentemente; i liquidi, soprattutto se caldi, fluidificano le secrezioni
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in caso di raffreddore, effettuare i lavaggi nasali con la soluzione fisiologica, per eliminare le secrezioni prodotte
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utilizzare come anti-tosse un cucchiaio di miele, che può eventualmente essere aggiunto alle bevande calde
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consultare subito il pediatra in caso di:
– difficoltà respiratoria, che persiste dopo pulizia delle cavità nasali
– colorito bluastro delle labbra e dell’area circostante
– muco striato di sangue
– aspetto sofferente del bambino
Il ricorso ai farmaci deve essere limitato alle condizioni di tosse insistente che irrita il bambino, lo affatica e interferisce con l’alimentazione.
L’impiego di farmaci in grado di favorire l’eliminazione delle secrezioni o rendere la tosse ”produttiva” (espettoranti, mucolitici, fluidificanti) è basato più sulla tradizione che non su solide prove scientifiche di efficacia. inoltre questi farmaci possono causare disturbi gastrointestinali.
Alcune formulazioni in commercio contengono più componenti, associando spesso farmaci sedativi ed espettoranti. Per la loro irrazionalità, questi prodotti vanno evitati.

