Mal di pancia e problemi addominali

Mal di pancia e problemi addominali

mal di pancia

Tutti i bambini vanno incontro nella loro vita a diversi episodi di “mal di pancia”, ma molto spesso tale sintomo viene sottovalutato.

Le possibili cause:

Se il bambino ha dolore al basso addome e presenta due o più dei seguenti sintomi:

  • temperatura superiore a 38°C
  • enuresi (involontaria perdita di urina quando ha già acquisito il controllo degli sfinteri)
  • minzione dolorosa (ha dolore o bruciore quando fa pipì)
  • minzione frequente
  • urine maleodoranti
potrebbe trattarsi di infezione delle vie urinarie (più frequente nelle bambine).
Se invece non presenta nessuno di questi sintomi ma ha il raffreddore e mal di gola, è probabile che la causa sia un’infezione delle vie aeree superiori che spesso nei bambini è accompagnata da dolore addominale.

Se il bambino si lamenta spesso di mal localizzati dolori addominali senza altri sintomi, possiamo inizialmente pensare che si tratti di dolori addominali ricorrenti tipici di circa il 10% dei bambini e la cui causa è spesso dovuta a stati d’ansia o emotività. Tuttavia non bisogna sottovalutare i sintomi; il fatto che il dolore possa anche non essere di natura fisica, non vuol dire che il bambino non lo avverta e non ne sia infastidito. A parte a fare sdraiare il bambino sul letto al caldo potrebbe funzionare di più distrarlo in modo che pensi ad altro. Il cervello non riesce a fare molte cose insieme e così si lascia ingannare. Se il mal di pancia è “psicologico” è ovvio che gli antidolorifici non servano, meglio una dose supplementare di coccole. Altrettanto tipico (e frequente) il mal di pancia che “insorge” al mattino nel bambino che non vuole andare a scuola.
Va comunque sottolineato che i dolori addominali ricorrenti non escludono la possibilità di disturbi più seri come ad esempio l’appendicite. La malattia ha nelle forme acute, tre sintomi caratteristici: dolore diffuso addominale, febbre e vomito; mentre nelle forme croniche i segnali sono un dolore piu’ o meno vago al colon, specie nel quadrante inferiore di destra, e disturbi digestivi generici. Ma i sintomi possono variare da bambino a bambino: in alcuni casi ne possono “sparire” alcuni, per esempio nel caso di un’appendice a localizzazione retrocecale, in altri comparirne di diversi: un’ appendice alta puo’ causare dolore in corrispondenza della colecisti o addirittura dello stomaco mentre un’ appendice in prossimità dell’uretere può simulare una colica ureterale.
La diagnosi e’ spesso difficile nei bambini piccoli, sia perchè in questa fascia d’età l’appendicite è poco frequente, sia perchè in questi casi il vomito può essere il sintomo dominante che maschera il dolore addominale. In questi casi ci vengono in aiuto alcuni esami: nelle forme acute è importante eseguire un esame emocromocitometrico che metterà in evidenza, in caso di appendicite, un aumento notevole dei globuli bianchi nel sangue, ma anche testare la PCR (proteina C reattiva, una proteina anomala, rilevabile nel sangue nel caso di alcune patologie acute) segnale di infiammazione. Da valutare inoltre la temperatura differenziale (ovvero se la differenza tra la temperatura misurata per via ascellare e quella misurata per via rettale risulta essere maggiore di 1°C)

Da non dimenticare che i dolori addominali ricorrenti possono essere dovuti anche a incompleta evacuazione e accumulo di gas. Spesso i bambini tendono ad avere una dieta ricca in carboidrati ma povera di frutta e verdure, interrogati se si scaricano quotidianamente rispondono in senso positivo, in realtà questo è vero solo in parte.

Frutta e verdura hanno un alto contenuto di fibra alimentare, che di per sé non ha valore nutritivo o energetico ma è molto importante per la regolazione di diverse funzioni dell’organismo. Le fibre si dividono in solubili e insolubili. Queste ultime non sono digerite e la loro principale funzione è quella di regolare il transito intestinale grazie all’aumento della massa fecale ed alla diminuzione del transito intestinale. Evidentemente la riduzione della massa fecale può causare stitichezza. Le fibre solubili invece sono metabolizzate dalla microflora intestinale e aiutano l’organismo ad assimilare i vari nutrienti assunti attraverso il cibo. La fibra insolubile è contenuta soprattutto nei cereali integrali, nelle verdure e negli ortaggi, mentre quella solubile è presente soprattutto nei legumi e nella frutta, anche se alcuni vegetali contengono entrambi i tipi.

In definitiva, in caso di dolore addominale piuttosto persistente e’ sempre prudente consultare il medico. È sconsigliabile invece la prescrizione “fai da te” di farmaci antispastici che eliminerebbero il dolore, sintomo guida nella visita medica ed e’ altrettanto sbagliato apporre la borsa dell’acqua calda, che aggraverebbe la situazione.