
Ormai in zona Cesarini per l’influenza, complice anche la temperatura più mite, mi illudevo di averla scampata. Invece è arrivato lui, il terribile virus gastroenterico. Mi chiedo come mai sono immune a qualsiasi microbo dei miei pazienti ma non a quelli dei bambini. Da quando è nato Supernano non passa anno che mi prenda qualcosa da lui o dai suoi amichetti. Accetto risposte con più o meno fondamento scientifico.
Il vomito nei bambini, spaventa sempre le mamme e quando alla classica domanda: “cosa devo dargli?” rispondo: “nulla”, noto la perplessità sui loro volti. Qui tratterò più nel dettaglio la forma infettiva causa principale di vomito ad ogni età.
Come la febbre e la tosse, il vomito non è una malattia a se, ma è un sintomo di malessere o di malattia di cui è importante capire le cause anche in base a numerosi fattori:
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età del bambino
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durata
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quantità
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numero di episodi
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eventuale presenza di altri sintomi come febbre alta, diarrea, mal di pancia
Fra i virus i principali responsabili sono i rotavirus (per cui tra l’altro è disponibile un vaccino), gli adenovirus e gli astravirus, mentre i batteri più comunemente implicati sono Clostridium difficile Escherichia coli, Staphylococcus aureus, Salmonella, Shigella.
Trasmissione
Il contagio avviene per via respiratoria o per via oro-fecale. Solitamente l’incubazione dura tra 1 e 4 giorni.
Sintomi
Spesso si accompagna a pallore o malessere. Proprio perchè è incontrollabile il vomito spaventa il bambino che in genere dopo aver vomitato piange e si agita, non tanto perchè abbia un dolore ma perchè ha vissuto una esperienza spiacevole. Si parla di gastroenterite quando è associata diarrea, ma possono essere presenti anche mal di testa, febbre, brividi e dolori addominali. I sintomi possono comparire da poche ore fino a pochi giorni dall’infezione. Solitamente durano per 1 o 2 giorni, ma possono durare anche 10 giorni.
Che cosa fare quando il bambino vomita
Tenergli la fronte mentre vomita può essere molto tranquillizzante, successivamente sciacquare viso e bocca ed eventualmente lavare i dentini.
Trattamento
Un singolo episodio o isolati episodi di vomito non comportano mai gravi problemi. La maggior parte dei casi di gastroenterite virale si autorisolve senza bisogno di terapia. Gli antibiotici non hanno alcuna efficacia contro le infezioni virali mentre farmaci antivomito sono sconsigliati nei bambini. L’unico scopo della terapia è quello di ridurre i sintomi ma soprattutto prevenire la disidratrazione.
La disidratrazione è la perdita di liquidi dal corpo. I sintomi della disidratazione sono:
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sete eccessiva
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secchezza delle fauci
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verificare la bocca: le labbra e l’interno della bocca devono essere umide e rosa e sulla lingua ci deve essere la saliva
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poca urina o urina di color giallo scuro (controllare sempre i pannolini)
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importante debolezza
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giramenti di testa
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valutare il calo di peso (soprattutto in neonati e lattanti). Se la perdita di peso si avvicina al 10%, è opportuno portare il bimbo in ospedale
La disidratazione può essere evitata somministrando piccole quantità (circa 5-10 ml) ogni 5-10 minuti di liquidi, soluzioni saline reidratanti ma anche the deteinato nel bimbo più grandicello, con un cucchiaino o un contagocce. La quantità sarà poi aumentata gradualmente ma non bisogna eccedere per non arrivare a nuovi episodi di vomito in cui il bambino perderebbe più liquidi di quelli appena introdotti.
Se il bambino è allattato al seno, ha fame e non vomita, non c’è ragione di sospendere l’allattamento. Va solo ridotta la quantità assunta, lasciando attaccato il piccolo al seno solo per pochi minuti. Se invece è allattato artificialmente può essere utile somministrare pochi cc di latte con un cucchiaino. Nel caso del bambino già svezzato esistono diverse scuole di pensiero: alcuni sostengono che sia utile sospendere l’alimentazione per almeno 8 ore dall’evento acuto, mantenendo però una buona idratazione, altri ritengono che non vi sia alcuna ragione di eliminare per periodi prolungati latte, cibi solidi, né tanto meno ricorrere a diete in “bianco”. In realtà il bambino il più delle volte si “regola da solo” ed è sufficiente il buon senso della mamma nel proporre solo cibi adeguati alla situazione.

