Ossiuri o vermi intestinali: come riconoscerli

Ossiuri o vermi intestinali: come riconoscerli

Ossiuri o vermi intestinali

Durante l’ultimo turno in Pronto Soccorso è arrivata una bimba di circa 3 anni la cui mamma, visibilmente preoccupata e anche un po’ “schifata” (passatemi il termine, ma credo che in questo caso ci voglia!) mi riferiva che sospettava che la figlia avesse i “vermi”. Io, perplessa, l’ho inviata dal pediatra, che per fortuna era ancora presente, ma poi ho letto la consulenza e sono ovviamente andata a studiare il “caso”. Ammetto la mia ignoranza, ma ero straconvinta che fosse un problema che potesse toccare solo alcune fasce di popolazione e invece no. L’infestazione da ossiuri è molto diffusa ed è importante che un genitore sappia riconoscerla.

La bimba aveva si i vermi, ma si trattava infatti di ossiuri. Gli ossiuri sono vermi responsabili della più comune parassitosi intestinale umana dovuta all’Oxyuris Vermicularis, un verme piccolo bianco, molto mobile e filiforme le cui uova maturano nella regione anale e perineali mentre nelle bambine si possono trovare anche nella zona vulvare, tra le piccole e grandi labbra; raramente si vedono nelle scariche L’ossiuriasi è diffusissima nei bambini a tutte le età; la frequenza nei lattanti può arrivare al 40-70%.

Trasmissione

Il bambino, ma anche l’uomo adulto, si infesta ingerendo le microscopiche uova del verme. Queste uova, dopo essersi dischiuse nell’intestino, danno origine in circa 1 mese al verme adulto, la cui femmina depone le uova a livello dell’orifizio anale. È importante precisare che le persone che contraggono questa parassitosi non sono sporche: si può prendere l’enterobio indipendentemente da quante volte ci si lava

Sintomatologia

Il prurito è il segno rivelatore della presenza di ossiuri. Insorge soprattutto di notte, causato proprio dalla migrazione notturna dei parassiti, ed è localizzato intorno all’ano. Quando un bambino si gratta nell’area che prude, potrebbe formarsi un eczema o un’infezione batterica intorno al retto. Nelle bambine l’infezione da ossiuri potrebbe diffondersi alla vagina e causare un’infezione vaginale caratterizzata da perdite. Può essere possibile, ma è raro, vederli a occhio nudo nelle feci. Al prurito anale si possono aggiungere altri sintomi:

  1. manifestazioni allergiche (orticaria, eczemi, eritemi)
  2. disturbi gastroenterici (nausea, vomito, dolori addominali, irregolarità dell’alvo)
  3. perdita di peso.

Diagnosi

Si effettua con lo “scotch-test”, l’unico test diagnostico possibile per questa malattia: una linguetta di nastro adesivo viene applicata sull’orifizio anale alle prime ore del mattino e lasciato per 15 minuti: le femmine e le loro uova aderiscono allo scotch consentendo successivamente la diagnosi al microscopio.

Terapia

Si somministra uno sciroppo specifico vermicida una sola volta in un’unica dose, ma vista la facile reinfezione, si consiglia di ripetere la somministrazione 15 giorni dopo. Il farmaco in genere viene prescritto anche a tutta la famiglia per eliminare l’infezione. Sebbene i farmaci vermifughi siano molto efficaci il prurito può durare fino ad una settimana dopo che è stata assunta, in questi casi è possibile associare una crema per alleviare il prurito.

La biancheria intima (inclusi i pigiami) e del letto deve essere rimossa e lavata in lavatrice (a 60°C).

L’uso degli asciugamani deve essere strettamente personale fino alla seconda somministrazione del farmaco. Lavare frequentemente le mani e tenere le unghie corte, per limitare l’accumulo sotto di esse delle uova in corso di grattamento.

Prevenzione

  • Lavare le mani dopo essere andati in bagno, dopo aver giocato fuori, e prima di mangiare
  • Fare la doccia o il bagno e cambiare l’intimo ogni giorno
  • Tenere corte e ben pulite le unghie dei bambini
  • Non grattarsi intorno al sederino
  • Non mangiarsi le unghie