Ma cosa proporre ai piccoli? Nei primi 4-5 anni di vita è indispensabile favorire la conoscenza del proprio corpo nello spazio e migliorare la coordinazione neuromotoria; pertanto sono utili i corsi di ginnastica propedeutica o gioco danza; uno sport completo, che può essere praticato fin da piccolissimi è poi il nuoto poiché per il bambino l’acqua è l’ambiente più naturale. In seguito, si possono cominciare a praticare anche sport più specialistici e di squadra come calcio, pallavolo, pallacanestro, pallanuoto, rugby, pallamano e hockey: sono discipline che uniscono impegno atletico, aspetto ludico e spirito di squadra. Oltre i 9-10 anni si possono praticare anche a discipline più specializzate, che richiedono anche il contemporaneo utilizzo di un attrezzo: scherma, tennis, tiro con l’arco.
Ma non solo i bimbi sani possono praticare sport; anche l’80% dei bambini con malattia cronica può praticare un’attività fisica che può rientrare anche nel piano terapeutico. Non c’è uno sport specifico da consigliare ad un bambino affetto da malattia cronica: bisogna seguire le inclinazioni e le aspirazioni del bambino consigliando gli sport che incrementino l’autostima per superare molte delle difficoltà che la malattia crea ma contemporaneamente evitando le attività pericolose per la malattia stessa.

